NON SOLTANTO UN NOME

 

 

 

La maggior parte degli episodi di violenza sono premeditati.

La violenza viene usata per ottenere controllo sulle donne.

 

La violenza domestica non è provocata dall’assunzione di alcool e sostanze, queste aggravano solo una situazione preesistente.

La violenza non viene agita da uomini con problemi psichiatrici; inquadrare il fenomeno in termini di patologia permette di mantenerlo come “altro da noi”.

La violenza domestica incide gravemente sul benessere psicofisico della donna e di quanti ne sono coinvolti.

La violenza sessuale è nella maggioranza dei casi compiuta da conoscenti o persone della famiglia.

 

Il fenomeno della violenza sulle donne è esteso, anche se ancora sommerso e sottostimato; è trasversale: riguarda ogni età, etnia e classe sociale; non riguarda solo  alcune  culture. In Italia, i  maltrattatori sono in maggioranza di nazionalità italiana.

 

 

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, Cooperativa Sociale Aeris e Piano Locale Giovani vogliono porre l'attenzione, oggi più che mai, sul tema dei diritti delle donne e sulla violenza efferata di cui sono vittime ogni giorno mogli, madri e figlie.

L'iniziativa NON SOLTANTO UN NOME si pone l'obiettivo di coinvolgere tutti i Comuni che ospitano i nostri interventi di politiche giovanili. 

Le targhe che abbiamo posto nei centri storici del nostro territorio vogliono essere simbolo per una settimana, ma monito costante, alla memoria delle donne che hanno perso la vita nel corso del 2019 per mano dei loro assassini.

Siamo consapevoli che questa iniziativa è solo un piccolo passo, un sassolino nel mare, ma è un sassolino necessario a fornire informazioni preziose per osservare il problema dalla giusta prospettiva. Affrontare questa piaga richiede un forte impegno di natura culturale, più che legislativo. Per tale ragione è fondamentale fornire dati puntuali, volti a sfatare credenze fuorvianti e falsi miti.

 

 

 

Il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).

Ha subìto violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila).

Il 24,7% delle donne ha subìto almeno una violenza fisica o sessuale da parte di uomini non partner: il 13,2% da estranei e il 13% da persone conosciute. In particolare, il 6,3% da conoscenti, il 3% da amici, il 2,6% da parenti e il 2,5% da colleghi di lavoro.

Le donne subiscono minacce, sono spintonate o strattonate, sono oggetto di schiaffi, calci, pugni e morsi. Altre volte sono colpite con oggetti che possono fare male. Meno frequenti le forme più gravi come il tentato strangolamento, l’ustione, il soffocamento e la minaccia o l’uso di armi. Tra le donne che hanno subìto violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, cioè l’essere toccate o abbracciate o baciate contro la propria volontà, i rapporti indesiderati vissuti come violenze, gli stupri e i tentati stupri .

Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6% da parenti e nel 9,4% da amici. Anche le violenze fisiche (come gli schiaffi, i calci, i pugni e i morsi) sono per la maggior parte opera dei partner o ex. Gli sconosciuti sono autori soprattutto di molestie sessuali (76,8% fra tutte le violenze commesse da sconosciuti).

Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita. Le donne straniere che hanno subìto violenze da un ex partner sono il 27,9%, ma per il 46,6% di queste, la relazione è finita prima dell’arrivo in Italia.

Oltre alla violenza fisica o sessuale le donne con un partner subiscono anche violenza psicologica ed economica, cioè comportamenti di umiliazione, svalorizzazione, controllo e intimidazione, nonché di privazione o limitazione e stalking, nell’accesso alle proprie disponibilità economiche o della famiglia.

(Estrapolazione dati ISTAT. Documentazione completa disponibile su https://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/violenza-dentro-e-fuori-la-famiglia/numero-delle-vittime-e-forme-di-violenza)

 

Le istituzioni possono sicuramente fare molto ma ognuno di noi, nel proprio piccolo, sia che si trovi vicino a una persona vittima di violenza o meno, deve farsi carico di una responsabilità, deve essere parte di un mutamento culturale.

Un primo spunto di riflessione è rappresentato dall'elenco di consigli che Lundy Bancroft enuncia nel suo libro dal titolo: Uomini che maltrattano le donne:

L’uomo violento esercita su di lei continue pressioni. Mostratevi pazienti, perché una donna maltrattata ha bisogno di tempo.

L’uomo violento pensa per lei. Pensate  con lei, non assumete dunque il ruolo dell’insegnante o del salvatore.

L’uomo violento le parla dall’alto in basso. Parlate da  pari

L’uomo violento pensa di sapere cosa è meglio per lei. Trattatela da esperta della sua vita.

Non supponete di sapere cosa lei deve fare

L’uomo violento domina le conversazioni. Ascoltatela  di più e parlate di meno

L’uomo violento crede di avere il diritto di controllare la sua vita. Rispettate il suo diritto all’autodeterminazione

L’uomo violento suppone di capire i suoi bambini e i loro bisogni meglio di lei che è la loro madre   Partite dal presupposto che lei è una madre competente e attenta.

 

Infine, è fondamentale sostenere e promuovere gli enti e le realtà che sono ogni giorno in prima linea e che da anni lavorano con donne vittime di violenza. Di seguito sono riportati una serie di link utili per approfondire il tema della violenza contro le donne

 

http://www.cadom.it/la-violenza-domestica/

http://www.cadom.it/filmografia/

http://www.cadom.it/notiziario/

https://27esimaora.corriere.it/la-strage-delle-donne/

 

 
Se sei vittima di violenza o se sei a conoscenza di situazioni a rischio puoi rivolgerti a:

 

1522 - numero nazionale

 

https://www.1522.eu/

CENTRI ANTIVIOLENZA RETE ARTEMIDE

TELEFONO DONNA

Centro antiviolenza di VIMERCATE

Largo Pontida, 16

tel. 039 5989614

e-mail: td.vimercate@gmail.com

 

Orari di apertura:

Lunedì 9:30 – 14:00

Martedì 14:30 – 17:30

Mercoledì 9:30 – 14:00

Giovedì 14:30 – 17:30

Venerdì 9:30 – 14:00

 

Sportello di BRUGHERIO

via Oberdan, 83

tel. 333 8399968,

e-mail: td.brugherio@gmail.com

Orari di apertura:

Martedì 9:30 – 12:30

Venerdì 12:00 – 15:00

Sportello LISSONE

via Como, 57

tel. 3316265330

e-mail: td.lissone@gmail.com

Orari di apertura:

Lunedì 15:00 – 18:00

Mercoledì 9:30 – 12:30

Sabato 9:00 – 12:00

WHITE MATHILDA

 

Sede di DESIO

via G.Garibaldi, 46

tel. 0362 621494,

e-mail: wm.centroantiviolenza@gmail.com

Orari di apertura:

Lunedì 14:30 – 18:30

Martedì 14:30 – 18:30

Mercoledì 14:30 – 18:30

Giovedì 14:30 – 18:30

Venerdì 14:30 – 18:30

 

Sportello di SEREGNO

via Oliveti, 17

tel. 0362263411

e-mail: sportellowhitemathilda@virgilio.it

Orari di apertura:

Lunedì 9:30 – 12:30

Giovedì 15:00 – 18:00

Venerdì 9:30 – 12:30

TELEFONO DONNA e WHITE MATHILDA

 

Centro antiviolenza di Monza

Via Enrico Tazzoli, 6

tel. 328 9399522

e-mail: centroantiviolenza.monza@gmail.com

Orari di apertura:

Lunedì 9:00 - 13:00

Martedì 14:30 – 18:30

Mercoledì 9:00 – 13:00

Giovedì 9:00 - 13:00

Venerdì 14:30 – 18:30

 

REPERIBILITÀ Rete Artemide

Lunedì al Venerdì dalle 18:30 alle 9:00,

Sabato dalle 13:00 alle 24:00

Domenica e festivi24h

Tel. 3427526407

FUORI DALLA RETE ARTEMIDE, ma in Monza Brianza:

 

CADOM - Centro Aiuto Donne Maltrattate C.A.DO.M.

 

Sede di Monza

via Mentana, 43

tel. 380 2368170

e-mail: cadom.monza@gmail.com

 

Orari di apertura:

Lunedì 9:00 - 13:00

Martedì 14:30 – 18:30

Mercoledì 9:00 – 13:00

Giovedì 9:00 - 13:00

Venerdì 9:00 - 13:00

Centro antiviolenza V.I.O.L.A. - Rete antiviolenza Adda Martesana

sito ufficiale

 

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