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Alessandra, edu AERIS, risponde a Sara



SARA

Non voglio tornare a scuola. Mi dispiace, ma più volte i prof ci hanno dimostrano che non sono in grado(o non hanno voglia) di gestire la didattica al 50%, per noi studenti è ingestibile. I ragazzi che sono in presenza hanno un quantità di verifiche e interrogazioni esagerate, mentre per i ragazzi che sono a casa devono seguire le lezione e allo stesso tempo prepararsi per la loro settimana in presenza.

Considerando la mancanza di stimoli e tutti i problemi legati a ansia, depressione.. che molti studenti stanno vivendo, farci tornare a scuola e quindi aumentarci la mole di lavoro, mi sembra completamente insensato.


ALESSANDRA

Ciao Sara! Sì è vero, vivere la scuola in questo modo è molto faticoso. Cioè, vivere in questo modo è faticoso. E capisco il senso di frustrazione, che si esaspera col passare del tempo. Vi si sta chiedendo tanto e bisognerebbe riconoscervelo; grandi rinunce, tanta pazienza, prestazioni performanti ma per cortesia non lamentatevi pure!!! Vi si chiede di essere pronti a tutto sempre perchè tutto può cambiare in qualsiasi momento, ma non pensate che questa situazione eccezionale vi permetta degli sconti. La scuola purtroppo non era pronta a questa prova titanica (nessuno lo era!) e lo yo-yo di aperture-chiusure non l'ha messa nella condizione di trovare una quadra, sono mesi che ormai si ragiona di settimana in settimana e questo destabilizza tutti. Io credo che questa ostinazione a voler tornare in presenza appena possibile sia il segno che non ci si arrende, in modo un po' goffo forse si spera che ogni volta sia quella buona.

Purtroppo hai ragione quando dici che in questo periodo tutto è stato messo in secondo piano dall'emergenza sanitaria: ansia e depressione ci sono ma non se ne parla perchè "adesso i problemi sono altri", le terapie intensive, l'economia in picchiata, il vaccino; che sono preoccupazioni importanti e urgenti beninteso, ma che non tolgono valore a una sofferenza più intima, se pure collettiva.

Vorrei consigliarti di provare a chiedere, con i tuoi compagni, un momento di confronto con un/una prof con cui vi trovate bene, che sia disponibile a parlare anche di questo: esprimere e condividere il vostro disagio e il vostro bisogno sarà utile ad entrambe le parti. Poi facci sapere come va.

C'è una canzone che dice "bisogna fare e disfare, continuamente e malamente e con amore" e mi ricorda sempre che dobbiamo avere il coraggio di disfare per rifare meglio, per amore nostro prima di tutto.

Un abbraccio,

Ale

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